Tv
Ha gravitato nell’orbita di Antonio Ricci già dai tempi del Drive In (1983) quando scriveva i testi di Mario Zucca, fino a diventare qualche anno dopo uno dei componenti più importanti e storici di quel gruppo di lavoro che ha portato al successo – quasi imbarazzante – le migliori stagioni di Striscia la Notizia e Paperissima, una collaborazione durata per 13 anni. Ma prima di approdare alla “famiglia” di Veline e Gabibbo la sua attività è passata anche dalla Rai, per spettacoli in prima serata, scrivendo anche trasmissioni per Telemontecarlo.

Radio
Diventa conduttore per Radio 2 con un programma del 1997, “Aspettando settembre”, conducendo e scrivendo poi innumerevoli edizioni di “Carta di Riso”, e portando – tra i primi in Italia – in un contenitore comico come Facoltà di Riso, ospiti appartenenti a tutt’altro ambiente come quello della ricerca scientifica, della cultura universitaria e del mondo del lavoro “serio”. Una commistione di “alto-basso” molto avanti sui tempi. Tra le altre produzioni, si segnala “John Belushi – Un’ape da una tonnellata”: 10 puntate sulla vita di John Belushi, narrate dalla voce di Paolo Rossi.

Libri
Grande produttore di pagine scritte, ha trovato naturale collocazione nel campo dell’editoria sia in prima persona che con collaborazioni con altri appartenenti al mondo della comicità. A firma sua sono usciti i libri della serie “Buon Natale Bastardi” e “Buone Vacanze Bastardi”, ancora oggi distribuiti e stampati da Edizioni Piemme, e ha collaborato alla scrittura del libro di “Il Mago Oronzo”, istant-book sul fortunato personaggio di Raul Cremona la cui battuta “Con la sola imposizione delle mani posso ungerti la giacca” è naturalmente di Valerio. I monologhi usati per anni da Mario Zucca sono raccolti in “Madre, che coraggio!”, edito a suo tempo da Zelig Editore, e ancora oggi rappresentano un testo fondamentale per chi si avvicina all’arte del cabaret, quasi un libro di testo. Con David Riondino ha scritto “Viaggio a Cuba”, di Zelig Editore, una guida comica ma effettiva dell’Isola della Revoluccion. Altri testi pubblicati: “Storie per un Juke-Box”, e “Con Tutto il Cuore” editi da Magia Libri. L’ultimo libro uscito, da lui ultimato ma andato in stampa ormai postumo, è “Amore, fai schifo!”, edito da Piemme, una dissacrante raccolta di pensieri su quello stucchevole sentimento che è l’amore, forse inventato dai fabbricanti di cioccolato per vendere più cioccolatini a S.Valentino.
Ha scritto per 10 anni per l’agenda Smemoranda.

Illustrazioni
Era anche disegnatore di fumetti e grafico. Ha collaborato continuativamente con il quotidiano Liberazione, disegnando vignette satiriche. Il disegno originale del Tapiro di Striscia la Notizia è opera sua.

Teatro e cabaret
Da tutti riconosciuto come dei più fini ed efficaci battutisti italiani, dotato di un umorismo particolarmente caustico e feroce, la sua attività di scrittura per le rappresentazioni su palco ha conosciuto diverse collocazioni e interpreti, oltre a tematiche particolarmente originali e variegate. “Il sole è tramontato sul PaBuZu” regia di Dino Desiata, “Non abbattetemi l’angelo custode” regia di Giancarlo Muratori, entrambi messi in scena al Teatro dell’Orologio di Roma; “Profumo di terra” per la regia di Francesco Guadagni, “Con tutto il cuore” e “Realtà periferiche” con la regia di Massimo Navone. Tutti questi lavori sono stati interpretati da Mario Zucca. Con Lorenzo Beccati ha scritto “La morte dei comici” per Corrado Tedeschi e Mauro Di Francesco e successivamente da Max Laudario al posto di Tedeschi, prodotto dalla compagnia “L’Artistica” e messo in scena al Teatro S.Babila di Milano nel 2004.
“Buongiorno Bruno” con Paolo Pierobon, per la regia di Massimo Navone, è stato messo in scena nel luglio del 2001 alla “Maratona di Milano – ventiquattro scene di una giornata qualsiasi” organizzata da Olviero Ponte di Pino. Ne esiste una versione adattata ad un cortometraggio interpretata da Enzo Iacchetti.
“Anche alle balene piacciono le carezze”, con Max Pisu e Debora Villa, è andato in scena al Teatro Ciak di Milano nel febbraio del 2003.

Musica
Dopo aver fondato la Jarè, una società specializzata in edizioni musicali e contemporaneamente studio di registrazione e post-produzione audio, realizza il primo, curioso e originale progetto: una rilettura e un nuovo arrangiamento di temi musicali per lo più storici della cultura della sinistra più “canonica”, pubblicato come “Gramsci Bar”, che ha ottenuto un interessante diffusione e successo. 

Le battute
Contenute anche in diverse edizioni de “Le Formiche” curate da Gino & Michele, le prime battute di Valerio sono state utilizzate da tantissimi comici, in primis da Mario Zucca, comico per il quale erano state scritte, almeno fino al 1994, diventando dei classici “evergreen”. Teo Mammucari ha ammesso di recente di averle “rubate” tutte all’inizio della carriera, traendone un ottimo successo. A volte appaiono in rete attribuite ad altri, erroneamente.

Alcune di quelle più note:

•	Mia sorella nella vita ha conosciuto alti e bassi. E se li è sempre fatti tutti.
•	Mio nonno non è mai stato una persona di compagnia. Ci siamo accorti che era morto perché russava meno.
•	Soffro di gelosia fin da quando ero piccolo… quando scoprii che mia mamma era fuggita con un altro bambino.
•	Se i pesci non abboccano all’amo, provate con “la stimo profondamente”.
•	Ero un bambino così povero che io e i miei amici non potevamo neanche permetterci un pallone, così ce lo immaginavamo. Giocavamo due minuti e poi stavamo due ore a discutere se era goal.
•	Che la montagna sia meno inquinata del mare lo dimostra il fatto che sui ghiacciai è difficilissimo trovare delfini morti.
•	Quando ero piccolo mia mamma mi metteva l’aglio nel biberon per trovarmi anche al buio.
•	Papà era ateo, mamma cattolica. Così mentre lei mi obbligava a dire le preghiere prima di cena, lui mi obbligava a bestemmiare dopo la frutta.
•	Per mio padre io non ero un coglione. Ero l’altro.
•	Un giorno portai una mela alla maestra e lei mi diede un bacio. Il giorno dopo le portai un’anguria e lei non capì.
•	Da piccolo i miei mi mandavano in una colonia di bambini così poveri che sulla spiaggia, invece dei castelli, facevamo le case popolari di sabbia.
•	Mia mamma cucinava così male che la nostra pattumiera aveva l’ulcera.
•	Mia mamma a Natale faceva il tacchino. Un’imitazione di merda.
•	La mia maestra iniziò la carriera insegnando in un nido. Dovette smettere per le vertigini.
•	Papà, come si chiamano i maiali da piccoli? Salvadanai.
•	Chissà se i mosconi non battezzati quando muoiono vanno al Limbo o rimangono nel posacenere?
•	Mio nonno una volta mi portò in una trattoria all’aperto. Iniziò a piovere. Ci misi tre ore a finire il brodo.
•	Di mestiere vendeva i levrieri ai ciechi che hanno fretta.
•	Mia moglie mi ha sposato per fare un dispetto ad un uomo. Dopo un anno ho scoperto che quell’uomo ero io.


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 Valerio Peretti Cucchi
 
E’ stato un autore tra i più creativi nel campo dell’intrattenimento televisivo e radiofonico, si è occupato di sceneggiature cinematografiche, ha scritto diversi spettacoli teatrali e monologhi. Grande appassionato di musica, ha sempre pensato progetti fuori dal coro, come si può leggere più sotto. Le sue battute sono ancora oggi tra le più utilizzate da molti artisti, che ignorano magari la genesi di quel fine pensiero comico ma ne ottengono tuttavia una sempre fresca risata. Le battute vagano, si allontanano dal proprio autore per divenire sempre di più patrimonio collettivo del pubblico, e quelle più riuscite diventano addirittura dei “classici”. Ma il lavoro del suo creativo inventore, che pur va diffuso sempre di più affinché tutti ne possano godere, va tutelato e riconosciuto.